Ce lo hanno chiesto e continuano a chiedercelo in molti. Quando, nei primi mesi del 2008, noi (Carla Pinna e Giulio Bonetti dopo tanti anni di esperienza nell'editoria l'una, nel commerciale l'altro) abbiamo iniziato a pensare al progetto di una libreria, come si fa con un nascituro, la prima domanda di rito è stata: come la chiamiamo? Ci sono venuti alla mente nomi strani, riferimenti culturali, la passione per " Le Città Invisibili" di Calvino ed i libri di Benni...alla fine cosa, se non il ritorno al primo elemento di un libro, cioè "la pagina"? E 18 per far ricordare il numero civico, ma anche perchè un libro si può leggere fino alla pagina 18 o iniziare dalla pagina 18, perchè un lettore ha il diritto di essere libero nella lettura, come ricorda Pennac...
Ma anche Caffè Letterario inteso come luogo di incontro, di scambio, di chiacchiere e discussioni al sapore del caffè, te verde o menta fragrante, che ci piace offrire a chi si accomoda sul divano per sfogliare i libri o semplicemente un quotidiano.
Caffè Letterario come luogo di presentazioni di libri, di cicli di conferenze e seminari, di incontri con gli autori. Luogo di conoscenza comune di esperienze: dal volontariato alla scrittura. Luogo dove si può essere consigliati e consigliare, di scambio di ricordi ed emozioni e di ricerca, magari di libri introvabili.
In tempi come questi, dove è difficile persino essere accolti da un sorriso, ci piacerebbe essere disponibili per la ricerca di un testo, in una sorta di caccia al tesoro letteraria i cui indizi sono magari solo un titolo o addirittura solo una parola...
I nostri lettori possono ordinare liberamente i titoli non disponibili immediatamente; verranno avvisati del loro arrivo da una nostra telefonata, una sms o una e-mail.
I più piccoli hanno a disposizione uno spazio tutto loro: libri e giochi educativi sin dalla primissima infanzia, strumenti per aiutare a stabilire la relazione con la parola, per sviluppare i sensi e la creatività. Spazio per la fantasia, le storie, le filastrocche, i romanzi senza tempo.
E chissà che il piccolo lettore non divenga, un giorno, un grande scrittore.